Psichiatria - Psichiatra - Psicoterapia - Analisi

Dott. Filippo Strumia
Psichiatra e psicoterapeuta
Membro didatta dell'AIPA
Già Dirigente di I livello della ASL RM/B
Studio Via Parenzo, 8
00198 Roma
Tel. 06 85350504



DOTT. FILIPPO STRUMIA - Chi Sono
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Nel 1981 ho conseguito il diploma di maturità classica presso l’istituto S. Leone Magno di Roma. 1987 laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con il voto di 110/110 e lode. Nel 1988 ho lavorato in qualità di Guest Resarcher presso il NIH (National Institut of Health) di Bethesda (Md) USA, coordinato dal dott. Steven M. Paul, nella ricerca sui recettori coinvolti nella percezione dell’appetito, implicati nei disturbi del comportamento alimentare. Dal 1988 al 1993 ho coordinato la struttura intermedia “Gruppo appartamento” ed il Day Hospital della struttura “Centro studi di psichiatria sociale Al Parco” organizzando anche soggiorni estivi, attività teatrali (in collaborazione anche con il laboratorio “Teatro Patologico” di Dario D’Ambrosi) presso l’ex Ospedale S. Maria della Pietà. Nel 1992 specializzazione in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Dal 1993, vincitore di concorso, ho lavorato presso il servizio pubblico in qualità di Dirigente di I Livello Psichiatra, prima allo SPDC dell’Ospedale di Frascati, poi al CSM della X circoscrizione. Presso il CSM, oltre all’attività psichiatrica e psicoterapeutica, ho diretto un’unità clinica composta da psichiatra, psicologo, assistenti sociali ed infermieri che riguardava lo studio e la cura dei pazienti non collaborativi. Delle persone, cioè, che pur avendo necessità di cure psichiatriche si rifiutano in maniera sistematica di accettarle. Il nostro gruppo ha lavorato partendo dai familiari collaborativi e svelando le strutture archetipiche che sottendono alle situazioni di non collaborazione. Il nostro lavoro è stato mostrato e discusso in un convegno specifico organizzato dall’Azienda B che si è svolto nel 1999. Nel 2001 ho dato le dimissioni per rivolgermi esclusivamente all’attività privata.

Dal 1988 sono membro ordinario, con qualifica di didatta, dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica. Sono molto impegnato nell’attività associativa.  Faccio parte, attualmente, del consiglio direttivo, col ruolo di vicepresidente.


Attività nell’AIPA


Congressi


Dopo Jung: la psicologia analitica tra individuazione e dimensione pubblica Dove ho presentato la relazione “Note sull’individuazione nel campo istituzionale” Studi Junghiani 5/6 Vol. 3 n 1/2 Gennaio Dicembre 1997.



Milano, 6-8 marzo 1997

Orizzonti del Sé Napoli, 1-4 novembre 2000

Cosa muove il mondo? Sulla motivazione Roma, Palazzo Altemps 21-23 ottobre 2005

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Ho partecipato, dal 1990 al 2001, al gruppo di lavoro coordinato da Michele Pignatelli di Cerchiara e dal 1996 al 1998, al gruppo di lavoro sull’Alchimia coordinato da Carla De Gennaro e, nel 1996 al gruppo di lavoro su Fordham coordinato da Wanda Grosso. Dal 1999 al 2006 ho coordinato il gruppo composto da Lucia Tombolini, Fabrizio Alfani, Giorgio  Albani e Filippo Strumia sull’uso dei farmaci in psicoterapia. Tale gruppo ha prodotto l’articolo: “Farmaci e psicoterapia.” “Considerazioni cliniche e prospettive teoriche” Studi Junghiani vol. 8 n 1 2002. Dal 2006 coordino il gruppo “La validazione in psicoterapia”.

Il lavoro è concepito in due fasi:

1) Si costituisce un gruppo di lavoro con incontri mensili che abbia il compito di attuare la supervisione reciproca di casi clinici alla luce della teoria della tecnica. Approfondisca, in particolare, che cosa si intende per un buon intervento, una buona seduta o un buon andamento di terapia da diversi punti di vista (Jung, Kris, Greenson, Rosenfeld, Langs, Luborsky, Bucci Weiss Sampson ecc…) Il gruppo, in questa fase, si occupa del problema della validazione dal punto di vista naturalistico e teorico, non si pone l’obiettivo di misurare alcunché in protocolli di ricerca. Il gruppo deve essere sufficientemente vicino alla clinica da risultare appassionante e rapidamente utile, ma sufficientemente vicino alla teoria per poter riflettere sui modelli. Differisce così da un gruppo di mera supervisione inter pares.  Il gruppo è proposto all’AIPA e accoglie colleghi candidati, ordinari e didatti. Il lavoro di riflessione sulla validazione svolge un ruolo di approfondimento clinico e culturale di per sé ed inoltre risulta essere propedeutico alla seconda fase di lavoro. L’approfondimento riguarda i problemi di teoria della tecnica e quindi deve confrontarsi anche con lo sviluppo delle conoscenze che derivano da campi limitrofi: neuroscienze, studi sistematici sull’attaccamento, osservazione del bambino ecc… Gli incontri si svolgono presso la sede dell’AIPA il terzo sabato mattina di ogni mese alle ore 9. La durata di ogni incontro è di 3 ore.

Un piccolo sottogruppo affianca il lavoro del gruppo principale e si riunisce una sera al mese per estrarre dalla mole di idee e suggestioni proposte dagli incontri una rilettura in chiave teorica, avendo dunque il compito di curare attentamente il terreno di mezzo fra la clinica viva e la teoria lontana dall’esperienza. A questo sottogruppo, che non discute casi clinici, partecipano le persone particolarmente interessate a riflettere sui modelli.
Quando il bagaglio di esperienze cliniche e teoriche sarà sufficiente, si darà il via alla fase di lavoro successiva.


2) Si costituisce un nuovo gruppo di lavoro che proceda parallelamente al primo, oppure il primo gruppo si può direttamente riversare nel secondo. Questo gruppo è finalizzato allo studiare gli strumenti di ricerca (Attività referenziale, CCRT, PERT ecc…) e a promuovere un protocollo di ricerca sulla validazione (del singolo intervento, o della seduta o dell’intero trattamento) che abbia valore scientifico. Il gruppo potrebbe assumere una veste istituzionale all’interno del nascente settore di ricerca dell’AIPA e lavorare in collaborazione con gli organismi dell’AIPA (Consultorio, Direttivo, CAP, Studi Junghiani) e con l’Università, i Dipartimenti di Salute Mentale ed altre istituzioni. La veste istituzionale si spiega con la necessità di ricevere aiuto per la tecnica delle validazioni, e per un interesse di carattere associativo. I colleghi in formazione, infatti, devono valutare anche dal punto di vista scientifico se è utile formarsi all’AIPA, i colleghi invianti devono avere elementi per inviare un paziente al Consultorio o ad un singolo membro dell’AIPA. La sfida è di contribuire e riportare l’AIPA all’interno del dibattito scientifico, senza svilirne la tradizione culturale.

Ho partecipato, insieme a Carla De Gennaro e Leonardo Verdi Vighetti, su richiesta del presidente Migliorati, alla commissione per la stesura del codice deontologico.

Successivamente, il presidente Carta ha richiesto di attivare nuovamente la commissione, composta dagli stessi membri, la quale ha provveduto alla stesura del codice attualmente in vigore.

Nel 1998 sono stato eletto membro del Comitato di Redazione della rivista Studi Junghiani ed ho svolto l’incarico per i sei anni consentiti.

Sono attualmente membro del Comitato Direttivo dell’AIPA con il ruolo di Vice Presidente.

                      
Ho svolto per due anni il ruolo di codidatta del dott. Gianni Nagliero negli anni 2003/2004 e 2004/2005 e per i successivi due anni il ruolo di codidatta della d.ssa Carla De Gennaro nel seminario teorico “Storia comparata di psicologia del profondo”, nell’anno 2005/2006, inoltre, ho svolto il ruolo di codidatta della d.ssa De Gennaro anche nel seminario clinico.

Nel 1997 presso il convegno di Milano “Dopo Jung: la psicologia analitica tra individuazione e dimensione pubblica” ho presentato l’intervento “Note sull’individuazione nel campo istituzionale” Studi Junghiani 5/6 Vol. 3 n 1/2 Gennaio Dicembre 1997.

1998 relazione “La teoria junghiana degli archetipi tra teoria dell’attaccamento e teoria strutturale delle relazioni” presso il convegno: Corpo-mente-psiche tra neuroscienze e psicoanalisi Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Ancona 1998
Nel 2000 ho presentato la relazione “ La scomparsa dell’isteria” (Sonnino A. Strumia F.) presso il convegno “Gli dei morti sono diventati malattie” organizzato dall’Associazione Italiana Medici e Psicologi Cattolici al convegno “Complementarietà ermeneutiche dei disturbi del comportamento alimentare” Fac. Medicina e Chirurgia Torrette di Ancona Gennaio 2006.

2006 relazione“Il significato della psicofarmacoterapia all’interno di un approccio integrato” al convegno “Complementarietà ermeneutiche dei disturbi del comportamento alimentare” Fac. Medicina e Chirurgia Torrette di Ancona Gennaio 2006.
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