Dott. Filippo Strumia

Disturbi d’ansia

L’ansia è la percezione sgradevole di qualcosa di negativo che incombe su di noi. Una paura riguardo ad eventi futuri che potrebbero condizionare in modo negativo la nostra esistenza o quella dei nostri cari. Si accompagna a manifestazioni fisiche sgradevoli quali tachicardia, percezione di mancanza d’aria, tremore. Il pensiero salta da un’idea all’altra, ma conserva la paura come tonalità di fondo. E’ il disturbo psichico più frequente e, a volte, domina il quadro clinico. Vediamo in quali forme principali si manifesta l’ansia.

  1. Attacco di panico.  Improvvisa e tumultuosa comparsa di intensa ansia con percezione di catastrofe imminente. Prende in genere la forma della paura di morire o di impazzire. Si accompagna a malesseri fisici intensi quali palpitazioni, mancanza d’aria, pressione al petto, tremore, agitazione psicomotoria. Molte volte compare senza preavviso, in situazioni apparentemente tranquille.  E’ una delle esperienze umane più dolorose e spaventose. L’attacco di panico si accompagna, a volte, da una percezione di stranezza e alterazione del mondo e di sé, come se qualcosa stesse cambiando in un modo indecifrabile e inquietante. Questo sintomo, la depersonalizzazione, può precedere l’attacco di panico.
  2. Agorafobia. Ansia verso le situazioni da cui sarebbe difficile o imbarazzante uscire. L’ansia si accompagna a comportamenti di evitamento, la necessità, cioè, di non trovarsi nelle situazioni che evocano ansia. La paura prende spesso la forma del timore di un attacco di panico o di sintomi del panico. L’agorafobia, infatti, può accompagnarsi ad attacchi di panico. E’ vero, tuttavia, che esistono forme di panico senza agorafobia.
  3. Fobia specifica. Ansia, anche estremamente intensa, verso un oggetto o una situazione temuta. Si accompagna a significativi comportamenti di evitamento.
  4. Fobia sociale. Ansia verso situazione che richiedono un qualche tipo di prestazione sociale (parlare in pubblico, incontri sentimentali e sessuali ecc…) Si accompagna anch’essa a comportamenti di evitamento.
  5. Disturbo ossessivo-compulsivo.  Disturbo caratterizzato da pensieri tormentosi che vengono in mente in modo parassita. La mente è tormentata dal dubbio e dall’ansia. I pensieri tormentosi (le ossessioni) si accompagnano a comportamenti necessari per calmare l’ansia (le compulsioni). Le compulsioni assumono in genere caratteristiche superstiziose o magiche.
  6. Disturbo postraumatico da stress. Caratterizzato dal rivivere nella mente un evento traumatico. La mente è pervasa da immagini dell’evento e da un intenso corredo di ansia e sgradevolezza.
  7. Disturbo acuto da stress. Intensa ansia vissuta immediatamente dopo un evento traumatico.
  8. Disturbo d’ansia generalizzato. Una condizione duratura nel tempo (almeno sei mesi) di ansia e del suo corredo di pensieri e sintomi fisici.

DISTURBI DELL’UMORE

La tristezza è parte della vita, ma quando diventa intensa, violenta,  o pervasiva in modo subdolo e si accompagna a perdita del piacere di vivere, dell’iniziativa e si accompagna a sentimenti di svalutazione di sé ed una percezione dolorosa e continua di perdita, parliamo di depressione. La depressione può manifestarsi in varie forme.

  • Depressione maggiore. Esperienza penosissima di intensa depressione della durata di almeno due settimane. Caratterizzato da profonda tristezza, colpa, perdita del piacere di vivere, oppressione mentale e fisica. Durante l'episodio di depressione maggiore è costante un grave scadimento della capacità lavorativa e sociale. Nei bambini e negli anziani può prevalere l'irritabilità anche in assenza di umore francamente triste.
  • Disturbo distimico. Orientamento depressivo dell’umore quotidiano e duraturo nel tempo, per una durata di almeno due anni. L’umore provoca uno scadimento della qualità e del piacere di vivere, senza assumere il carattere di gravità dell’episodio depressivo maggiore.
  • Il disturbo bipolare I. Uno o più episodi di eccitamento dell’umore. Una condizione caratterizzata da umore euforico, sopravvalutazione delle proprie capacità personali. Aumento della velocità del pensiero, insonnia e iperattività. Gli episodi possono essere intervallati da uno o più episodi depressivi.
  • Disturbo bipolare II. Uno o più episodi depressivi maggiori intervallato da almeno un episodio ipomaniacale. Una condizione, cioè, meno grave rispetto all’episodio maniacale franco.
  • Disturbo ciclotimico. E’ caratterizzato da un’alternanza di periodi di depressione, non grave, e periodi di euforia. La durata è di almeno due anni, in genere questo disturbo dura molto più a lungo.


DISTURBI DEL SONNO

I principali disturbi del sonno sono le dissonnie (disturbi della quantità e qualità del sonno) e le parasonnie (comportamenti anomali e disturbi fisiopatologici durante il sonno e nell’atto del risveglio-addormentamento). Insonnia primaria. Disturbo della durata e della qualità del sonno. Molto frequente, spesso correlato ad ansia e depressione. Fra le parasonnia ricordiamo il disturbo da incubi, il terrore notturno e il sonnambulismo.


DISTURBI SESSUALI

Molto correlati all’ansia ed altre condizioni psicopatologiche, i disturbi sessuali si dividono in disfunzioni sessuali, parafilie, disturbi dell’identità di genere.
Le disfunzioni sessuali riguardano malfunzionamenti del desiderio, dell’eccitazione, dell’orgasmo e della risoluzione. Sono disturbi comuni e comprendono il difetto di desiderio, le disfunzioni dell’eccitazione- compresa la disfunzione erettile maschile- l’eiaculazione precoce o ritardata, i disturbi dell’orgasmo femminile. Queste patologie sono frequentemente collegate ad ansia e depressione.

Le parafilie sono più comunemente chiamate perversioni. Sono caratterizzate da fantasie e comportamenti che prevedono oggetti, attività o situazioni inusuali. Hanno rilevanza clinica solo quando provocano disfunzione sociale, lavorativa e in altri campi della vita. I più comuni sono l’esibizionismo, il feticismo, il masochismo, il sadismo, il travestitismo, voyerismo. Da notare che l’omosessualità non è una perversione, bensì una condizione normale.  I disturbi di identità di genere comprendono una persistente e intensa identificazione col sesso opposto.


DISTURBI DI PERSONALITA’

Sono condizioni durature e pervasive dell’interiorità e del comportamento delle persone che deviano dalle aspettative della cultura dell’individuo. Esordiscono, in genere, durante l’adolescenza, sono stabili nel tempo, provocano disagio e menomazioni.

Il disturbo di personalità più noto ed importante è il disturbo borderline. Questo disturbo è caratterizzato da marcata instabilità delle relazioni interpersonali con comportamenti tumultuosi e incostanti, marcata labilità affettiva e impulsività, ansia, tendenza alla depressione, oscillazioni forti e improvvise della considerazione di sé.


DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Sono caratterizzati da grossolane alterazioni del comportamento alimentare e correlata alterazione della percezione di sé e della propria immagine corporea.
Anoressia Sistematico e duraturo rifiuto di mantenere il proprio peso corporeo al di sopra del minimo fisiologico. Si accompagna spesso, nel sesso femminile, ad amenorrea. Nell’anoressia l’alterazione della percezione di sé è costante e pervasiva. Ansia e depressione possono fare parte del corredo.

Bulimia Caratterizzata da “abbuffate” alimentari seguite da condotte improprie per controllare il peso e l’ansia quali vomito, uso di lassativi ecc…


SCHIZOFRENIA

Disturbo caratterizzato dalla presenza di sintomi di ordine psicotico, cioè dalla perdita del comune senso di realtà I sintomi principali sono i deliri, cioè idee irrazionali che possono assumere carattere di convinzione irremovibile e non sono corretti dal giudizio e dalla riflessione. Le allucinazioni, cioè percezioni erronee acustiche, visive, olfattive e cenestesiche. Più o meno marcata alterazione dell’affettività. La schizofrenia può manifestarsi in modi diversi a seconda della prevalenza dei sintomi. Ansia e depressione, di vario grado, possono fare parte del quadro.



LE TERAPIE

Nel campo della salute mentale è bene parlare di terapie e non di terapia. Le conoscenze teoriche, le possibilità dei farmaci e della psicoterapia si incontrano con la soggettività e il suo mistero, con l’irripetibile esperienza di sé e del mondo in ognuno di noi. Per questo ogni atto terapeutico, dalla somministrazione di un farmaco ad una profonda analisi, richiede collaborazione ed alleanza. Per stabilire una buona relazione, fondata su una fiducia ragionevole, il primo compito del terapeuta è alleviare la sofferenza. Quindi, quando possibile, capirne il senso profondo. E’ per questo che sono molto favorevole all’uso dei farmaci ed al loro impiego anche in corso di psicoterapia. Sempre rispettando il principio che ogni atto terapeutico deve essere spiegato, discusso e concordato.
Dott. Filippo Strumia

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